Peace and Love: il protocollo post trauma

Hai appena subito un trauma come una distorsione alla caviglia e non sai cosa devi fare? Ti stai chiedendo se puoi muoverti o devi stare a riposo? Se sia meglio applicare il caldo o il freddo?

Prima di consultare la “rivista scientifica” più utilizzata di nome “Google” il nostro fisioterapista Dott. Marco Villa farà un po’ di chiarezza per aiutarti in questa delicata fase.

Nel corso degli anni si sono susseguiti diversi acronimi per aiutare il paziente a memorizzare l’approccio più adatto come il protocollo ICE (ghiaccio-compressione-elevazione), il protocollo RICE (riposo-ghiaccio- compressione-elevazione) e il protocollo POLICE (protezione-carico ottimale–ghiaccio-compressione-elevazione). Il protocollo più recente ha come acronimo PEACE and LOVE.

PROTOCOLLO P.E.A.C.E. and L.O.V.E.

Questo protocollo afferma che il tessuto lesionato ha bisogno di PEACE (per la cura immediata dopo il trauma) and LOVE (per i giorni successivi).

P.E.A.C.E.

Nei primi 3 giorni il tessuto lesionato ha bisogno di PEACE:

P- PROTEZIONE (PROTECTION): in una prima fase dobbiamo proteggere il tessuto per non aggravare il danno e dobbiamo evitare tutti quei movimenti e quelle attività che potrebbero aumentare il dolore.

E- ELEVAZIONE (ELEVATION): il razionale del concetto di elevazione deriva dai principi fondamentali di fisiologia e traumatologia. In questa fase bisogna portare la struttura lesa più in alto rispetto al cuore per favorire il ritorno venoso e ridurre il gonfiore.

A- EVITARE ANTIINFIAMMATORI (AVOID ANTI-INFLAMMATORIES): vanno sicuramente evitati gli anti-infiammatori e il ghiaccio. L’infiammazione è il primo passo verso la guarigione di un tessuto. In questa fase non bisogna ostacolarla.

C- COMPRESSIONE (COMPRESSION): la compressione dell’area lesionata con un bendaggio riduce il sanguinamento e quindi il versamento.

E- EDUCAZIONE (EDUCATION): il fisioterapista deve educare il paziente sui benefici del recupero personalizzato e attivo. Evitare inutili trattamenti passivi e indagini strumentali non necessarie.

L.O.V.E

Dopo la prima fase il tessuto lesionato ha bisogno di LOVE:

L- CARICO (LOAD): appena la regressione del dolore e della sintomatologia lo permette iniziare a caricare gradualmente il tessuto o la struttura lesionata tramite esercizi attivi.

O- OTTIMISMO (OPTIMISM): la paura e il catastrofismo possono essere degli ostacoli verso il recupero completo della lesione, quindi un pensiero positivo e la consapevolezza della gravità della lesione ti aiuteranno nel processo di riabilitazione.

V- VASCOLARIZZAZIONE (VASCULARISATION): praticare attività aerobica in assenza di dolore migliora il flusso sanguigno riducendo i tempi di recupero.

E- ESERCIZIO (EXERCISE): l’esercizio attivo è fondamentale per il recupero della mobilità, forza, propriocezione e per cercare di evitare un’eventuale recidiva. Gli esercizi devono essere specifici per il paziente, in base allo sport e al meccanismo di lesione.


Riassumendo, in una prima fase bisogna proteggere la struttura lesionata, cercando di evitare le attività che aumentano il dolore. Da sottolineare è il consiglio di evitare l’utilizzo degli anti-infiammatori, ancora largamente usati nella pratica clinica.

In una seconda fase (dopo circa 3 giorni dal trauma) si pone l’accento sul carico precoce e sulla progressione dell’esercizio a discapito di trattamenti passivi e del riposo completo.

Hai avuto una lesione o un trauma? Il tuo fisioterapista sa cosa fare e cosa consigliarti: Keep calm e… PEACE and LOVE.

A cura del Dott. Marco Villa – Fisioterapista Ortokinetico

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