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Diagnosi apnee del sonno

Russamento e Apnee del Sonno: metodi di diagnosi

Come si arriva alla diagnosi delle apnee del sonno

  1. Anamnesi: raccolta dettagliata della storia clinica del paziente
  2. Esame obiettivo specialistico (ricerca di cause ostruttive):
  • Cause Nasali: deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, polpi nasali
  • Cause Rinofaringee: vegetazioni adenoidi, cisti, polipi, tumori
  • Cause Faringee: prolasso di ugola/palato/pareti faringee (Mallampati), ipertrofia delle tonsille palatine
  • Cause Ipofaringee: ipertrofia della tonsilla linguale, lingua grossa (macroglossia)
  • Cause Laringee: malacia (debolezza) dell’epiglottide, epiglottide ad omega

3. Esame obiettivo generale (ricerca di cause favorenti)

  • Eccesso ponderale
  • obesità (calcolo BMI)
  • Micro/retrognazia (mandibola piccola e arretrata)
  • Collo corto e taurino

4. Compilazione di un questionario per evidenziare la sonnolenza diurna (scala di Epworth)

5. Fibrolaringoscopia e test di Muller

Questionario di Epworth (ESS)

Il questionario o scala di Epworth è molto utile per valutare se il paziente soffre di sonnolenza diurna ed è un ottimo strumento per sospettare l’esistenza di Sindrome delle apnee del sonno. Si consegna il questionario al paziente che deve rispondere ad alcune semplici domande. Si conteggia il punteggio ottenuto e si valuta l’interpretazione diagnostica.

Fibrolaringoscopia e Test di Muller

L’esame viene eseguito mediante l’utilizzo di strumenti a fibre ottiche flessibili (fibroscopi) che si introducono attraverso le fosse nasali. L’esame è ambulatoriale, non invasivo ed indolore. Essendo una tecnica non cruenta, non ha praticamente nessuna controindicazione. Agli strumenti ottici può essere connessa una telecamera, un sistema di registrazione ed archiviazione delle immagini analogico o digitale ed un monitor. In questo modo il medico ed il paziente possono vedere e commentare l’esame. Il risultato può essere registrato e conservato per altri controlli.

Test di Muller

Durante l’esame si fanno eseguire al paziente alcuni atti di inspirazione forzata a naso e bocca chiusi e si visualizzano in tal modo le aree del rinofaringe, dell’orofaringe e della ipofaringe che tendono a collassare negli atti inspiratori restringendo il lume della via aerea.

L’esame è molto utile nella programmazione del tipo di intervento chirurgico da eseguire per risolvere la roncopatia (russamento abituale) e la più grave sindrome delle apnee del sonno (OSAS).

L’unico limite del test è dovuto al fatto che la procedura fornisce dati molto importanti sulle strutture che ostruiscono il passaggio dell’aria ma mentre il paziente è sveglio. Oggi la tecnica è stata modificata e si può eseguire durante il sonno (sleep endoscopy).

A cura del Dott. Claudio Lambertoni – Specialista in Otorinolaringoiatria

Tratto dell’editoriale del Dott. Claudio Lambertoni

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