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La pelle come organo: riflessioni di un chirurgo plastico

Se non riflettiamo con attenzione sulla nostra pelle, siamo facilmente portati a sottovalutarne l’importanza.

E’ infatti comune pensare che per la nostra vita siano importanti il cuore, il cervello, i polmoni, l’apparato digerente e l’apparato urinario. Più o meno questo elenco riporta anche la scala di importanza che mediamente attribuiamo agli organi del nostro corpo.

Della pelle spesso ci dimentichiamo, facciamo fatica a identificarla come “organo vero e proprio” fino a che ci sorprende una sua malattia, magari una banale verruca plantare, che a volte prendiamo come uno scherzo del destino o un imbroglio.

Questa in realtà è proprio la comune modalità di pensiero che solo negli ultimi anni ha iniziato a cambiare: adesso quando sentiamo di un nostro conoscente che è stato operato dal chirurgo plastico per un “brutto neo” non ci meravigliamo più così tanto. Abbiamo capito che la pelle è un organo importante in quanto involucro che contiene tutto il nostro corpo e che anche lei ha bisogno di cure.

Se la nostra pelle è sana e lucente ci difende bene dal mondo esterno ma anche bene ci presenta agli altri: perché lei, forse ancora di più dei nostri lineamenti contribuisce alla nostra bellezza.

Prevenzione

Non solo abbiamo capito che occorre la prevenzione per preservarla dalle malattie, a cui è esposta sia per le condizioni climatiche cambiate e peggiorate negli ultimi decenni, sia per l’aumento dell’età media di vita che per fortuna abbiamo raggiunto.

Non solo, abbiamo anche capito che con cure adeguate si preserva nella sua integrità e bellezza, perché ci accompagni negli anni sempre adeguatamente. E per la sua perfetta forma abbiamo imparato che esistono tecniche laser adeguate, peeling specifici per vari in estetismi, tecniche di iniezione di prodotti polivitaminici o acido ialuronico ecc.

Così siamo arrivati al concetto più importante di questo incontro: la prevenzione. Ogni “macchia” nuova o cambiata va controllata, ogni alterazione della morbidezza cutanea va vista con occhio clinico, in modo da intervenire subito così da non arrivare a forme cliniche conclamate di malattia, approdo inevitabile all’intervento chirurgico di asportazione e ricostruzione.

Qualcosa di me

I sogni, le speranze e le aspettative a 25 anni, neolaureato, anno 1977, erano tanti, un po’ vaghi e confusi fra loro. Si mischiava la passione nel lavoro, la consapevolezza di avere fra le mani una missione, il desiderio di affermarsi nelle capacità così da essere pronto a servire; c’era anche il desiderio di sistemarsi economicamente, allora giovane senza una lira.

Il destino mi aveva proposto un treno, inaspettato, che avevo preso: il viaggio era cominciato già al 2 anno di medicina e frequentavo il reparto di chirurgia plastica e della mano di Legnano. Così mi specializzai in chirurgia plastica ricostruttiva all’Universita di Milano e poi in Microchirurgia e chirurgia sperimentale a Pavia.

Subito (1978) fui assistente e più tardi aiuto di chirurgia plastica all’ospedale S Anna di Como, dove imparai e praticai tutta la chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. A quel punto scelsi come preferito il campo dell’oncologia cutanea, che preferii perché permetteva più facilmente di conciliare il lavoro di medico con la missione di aiutare il prossimo: mi ritrovai ad amare i miei pazienti, quasi tutti anziani, bisognosi e desiderosi di cure.

Fu allora che i Frati Concezionisti del Padre Monti mi vollero con loro all’apertura del Poliambulatorio, e poi mi proposero di lavorare per loro all’ospedale di Saronno conducendo un servizio di oncologia chirurgica cutanea. Per me fu un altro segno: la strada che avevo scelto era quella giusta.

Attualmente porto avanti la mia “missione” presso il medesimo poliambulatorio che nelle vesti di Metica ne porta avanti i valori.

Cosa dite voi del destino? Razionalmente io penso che sia una serie di occasioni che possono da noi essere o non essere accolte; emotivamente io mi sono sentito guidato e accompagnato e spero di aver trasmesso e di continuare a trasmettere la passione per la medicina a tutti i miei pazienti.

A cura del Dott. Massimo Biazzi – Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva

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