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Colesterolo alto

Colesterolo alto: il nemico silenzioso che puoi tenere sotto controllo

Perché monitorare i livelli di colesterolo alto è uno dei gesti più semplici e importanti per la tua salute cardiovascolare.

Il colesterolo è probabilmente la sostanza più citata quando si parla di salute del cuore, eppure resta una delle meno comprese.

Spesso demonizzato, in realtà svolge funzioni essenziali per il nostro organismo.

Il vero problema non è il colesterolo in sé, ma il suo eccesso nel sangue, una condizione che in medicina viene chiamata ipercolesterolemia.

L’aspetto più insidioso?

L’ipercolesterolemia non provoca alcun disturbo percepibile.

Non ci sono campanelli d’allarme, nessun dolore, nessun sintomo evidente.

Il colesterolo in eccesso agisce silenziosamente, accumulandosi nelle pareti delle arterie giorno dopo giorno, anno dopo anno, finché il danno non diventa clinicamente rilevante.

Fortunatamente, scoprire i propri livelli di colesterolo richiede soltanto un semplice esame del sangue.

Un gesto rapido che può davvero incidere sul proprio futuro cardiovascolare.

Una sostanza indispensabile per l’organismo

Prima di parlare dei rischi legati al suo eccesso, è importante capire perché il colesterolo sia così importante.

Si tratta di un lipide presente in tutte le cellule del corpo, dove svolge ruoli fondamentali.

Il colesterolo è un elemento strutturale delle membrane cellulari: conferisce loro la giusta fluidità e stabilità, permettendo alle cellule di funzionare correttamente.

È anche il precursore di sostanze vitali come la vitamina D, gli ormoni steroidei (tra cui cortisolo, testosterone, estrogeni e progesterone) e gli acidi biliari, indispensabili per digerire e assorbire i grassi alimentari.

Proprio perché così importante, il nostro organismo non si affida esclusivamente all’alimentazione per procurarselo.

Secondo i dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità, il fegato produce autonomamente circa il 70-80% del colesterolo circolante, mentre solo il 20-30% deriva da ciò che mangiamo.

Questo spiega perché, in alcune persone, anche una dieta attenta non sia sufficiente a normalizzare i valori: la produzione interna può essere geneticamente elevata. 

Le diverse facce del colesterolo: LDL, HDL e trigliceridi

Quando si ritira un esame del profilo lipidico, ci si trova di fronte a diverse voci. Comprendere cosa significano è il primo passo per interpretare correttamente i risultati.

LDL: le lipoproteine che trasportano il colesterolo ai tessuti

Le LDL (Low Density Lipoproteins, lipoproteine a bassa densità) hanno il compito di veicolare il colesterolo dal fegato verso le cellule periferiche che ne hanno bisogno. Il problema sorge quando queste lipoproteine sono presenti in quantità eccessiva: in tal caso, possono infiltrarsi nelle pareti delle arterie, dove innescano un processo infiammatorio che porta alla formazione delle placche aterosclerotiche.

Le placche restringono progressivamente il calibro dei vasi sanguigni, riducendo l’apporto di sangue e ossigeno ai tessuti. In alcuni casi possono rompersi, provocando la formazione di un trombo con conseguenze potenzialmente gravi come l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale.

HDL: le lipoproteine con funzione protettiva

Le HDL (High Density Lipoproteins, lipoproteine ad alta densità) svolgono un ruolo opposto. Funzionano come veri e propri “spazzini” del sistema cardiovascolare: raccolgono il colesterolo in eccesso dalle pareti arteriose e dai tessuti periferici e lo riportano al fegato, dove viene eliminato attraverso la bile.

Livelli adeguati di HDL sono associati a una riduzione del rischio cardiovascolare. Per questo motivo, mentre per le LDL si punta a valori bassi, per le HDL è auspicabile che restino su livelli elevati.

I trigliceridi: un altro parametro da monitorare

Sebbene non siano colesterolo, i trigliceridi fanno parte del quadro lipidico complessivo.

Rappresentano la forma in cui l’organismo immagazzina i grassi come riserva energetica.

Valori elevati di trigliceridi, spesso legati a un’alimentazione ricca di zuccheri semplici e alcol, contribuiscono ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e sono frequentemente associati ad altre alterazioni metaboliche.

Chi dovrebbe controllare regolarmente il colesterolo

Il controllo periodico del profilo lipidico è raccomandato a tutti gli adulti. Esistono tuttavia alcune situazioni in cui diventa particolarmente importante:

Per fattori anagrafici:

gli uomini dopo i 40 anni e le donne dopo i 50, soprattutto dopo la menopausa, dovrebbero monitorare con maggiore attenzione i propri valori. È comunque consigliabile che anche i giovani adulti effettuino almeno un controllo basale per conoscere il proprio punto di partenza.

Per familiarità:

chi ha genitori o fratelli che hanno avuto eventi cardiovascolari precoci (infarto o ictus prima dei 55 anni negli uomini o dei 65 nelle donne) presenta un rischio aumentato che giustifica controlli più frequenti.

Per condizioni cliniche:

diabete, ipertensione arteriosa, obesità e sindrome metabolica sono tutti fattori che aumentano il rischio cardiovascolare complessivo e rendono ancora più importante il monitoraggio del colesterolo.

Per abitudini di vita:

il fumo, la sedentarietà e un’alimentazione ricca di grassi saturi sono comportamenti che possono influire negativamente sul profilo lipidico.

Lo stile di vita come prima linea di intervento

Prima di qualsiasi considerazione farmacologica, le modifiche dello stile di vita rappresentano il fondamento della prevenzione e del trattamento dell’ipercolesterolemia.

L’alimentazione

Una dieta equilibrata può contribuire significativamente a migliorare il profilo lipidico. Gli accorgimenti principali includono:

Ridurre l’apporto di grassi saturi, presenti soprattutto in carni rosse, insaccati, formaggi grassi e burro. Secondo le evidenze scientifiche, una dieta ricca di grassi saturi può aumentare la colesterolemia anche del 15-25%, poiché stimola la produzione epatica di colesterolo.

Privilegiare i grassi insaturi, come quelli presenti nell’olio extravergine di oliva, nel pesce (soprattutto il pesce azzurro ricco di omega-3), nella frutta secca e nei semi.

Aumentare il consumo di fibre, presenti in verdure, legumi, cereali integrali e frutta. Le fibre solubili, in particolare, si legano al colesterolo nell’intestino favorendone l’eliminazione.

Moderare il consumo di alcol, che influisce sui livelli di trigliceridi.

L’attività fisica

Il movimento regolare produce effetti positivi sul metabolismo lipidico: contribuisce ad aumentare il colesterolo HDL e a migliorare il rapporto tra le diverse frazioni lipidiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150 minuti settimanali di attività fisica aerobica di intensità moderata, equivalenti a circa 30 minuti di camminata a passo sostenuto per cinque giorni alla settimana.

Altri fattori modificabili

Smettere di fumare comporta benefici cardiovascolari che vanno ben oltre il colesterolo: il fumo riduce i livelli di HDL e danneggia direttamente le pareti arteriose.

Mantenere un peso corporeo nella norma aiuta a controllare non solo il colesterolo ma l’intero assetto metabolico.

Gestire lo stress può avere effetti positivi, poiché lo stress cronico stimola la produzione di cortisolo, un ormone che può influenzare la sintesi epatica di colesterolo.

Un gesto concreto per il proprio futuro

Rimandare un controllo perché “tanto sto bene” è un errore comune quando si parla di prevenzione cardiovascolare. L’assenza di sintomi, nel caso dell’ipercolesterolemia, non è affatto rassicurante: è anzi la caratteristica che rende questa condizione particolarmente insidiosa.

Conoscere i propri valori significa poter intervenire per tempo, prima che il danno vascolare diventi irreversibile. È un piccolo investimento di tempo che può tradursi in anni di vita in salute.

La prevenzione non richiede gesti eroici: inizia con la consapevolezza e prosegue con scelte quotidiane sostenibili. Un’alimentazione più equilibrata, qualche passo in più ogni giorno, e la determinazione a non trascurare i controlli periodici. Perché prendersi cura del proprio cuore è, prima di tutto, un atto di responsabilità verso sé stessi.

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