Quando gira tutto: vertigini e labirintite

In questi mesi invernali capita sempre più spesso che i pazienti arrivino in ambulatorio descrivendomi la stessa scena: si sono alzati dal letto e improvvisamente tutto girava, come se il mondo si fosse messo a ruotare intorno a loro. Alcuni pensano subito al cuore, altri al cervello. Raramente pensano all’orecchio. Eppure, nella grande maggioranza dei casi, è proprio lì che si trova la risposta.

L’orecchio interno

Quello che non tutti sanno è che l’orecchio interno non si occupa solo dell’udito: è anche la sede del nostro sistema dell’equilibrio. Al suo interno si trova il labirinto, una struttura delicatissima che invia continuamente al cervello informazioni sulla posizione del corpo nello spazio. Quando questa struttura si infiamma, ed è esattamente questo che accade nella labirintite, il cervello riceve segnali distorti e risponde con una sensazione intensa di rotazione, spesso accompagnata da nausea, vomito e instabilità nel camminare.

Perché proprio in inverno?

La labirintite virale insorge tipicamente come complicanza di un’infezione delle vie respiratorie superiori: influenza, raffreddore a volte anche una semplice faringite. I virus responsabili (influenzali, parainfluenzali, herpesvirus) possono raggiungere l’orecchio interno attraverso il sangue o per continuità anatomica, scatenando la reazione infiammatoria.

Non è un caso, quindi, che i picchi di incidenza si sovrappongano alle epidemie influenzali invernali: chi ha avuto una settimana di influenza e si ritrova poi con vertigini intense sta quasi sicuramente sperimentando proprio questo.

Non tutte le vertigini sono uguali

È importante distinguere due situazioni diverse, perché l’approccio terapeutico cambia completamente.

Nella labirintite, la vertigine è intensa, continua e non dipende dai movimenti: il paziente si sente male anche restando perfettamente fermo.

Diverso è il caso della vertigine posizionale parossistica benigna, la cosiddetta “malattia dei sassolini”. Qui la vertigine è breve, dura pochi secondi e compare solo con determinati movimenti come alzarsi, girarsi nel letto o chinarsi. Il meccanismo è differente: alcuni piccoli cristalli di carbonato di calcio si spostano nei canali semicircolari. La buona notizia è che si tratta di un disturbo risolvibile, nella maggior parte dei casi, con specifiche manovre terapeutiche eseguibili ambulatorialmente.

Quando preoccuparsi davvero

La labirintite virale, pur essendo molto invalidante nella fase acuta, si risolve nella grande maggioranza dei casi nell’arco di 2-6 settimane: il cervello è in grado di compensare progressivamente il deficit, recuperando l’equilibrio.

Esistono però segnali che richiedono accertamenti più approfonditi: una perdita improvvisa dell’udito che accompagna la vertigine, difficoltà nel parlare o nel camminare in modo coordinato, sintomi che invece di migliorare peggiorano nel tempo. In questi casi è necessario escludere cause neurologiche o vascolari, ed è fondamentale non perdere tempo.

La cosa più importante

Non aspettate che passi da sola.

Uno specialista otorinolaringoiatra può distinguere rapidamente tra le diverse forme di vertigine, impostare la terapia corretta e, quando indicato, avviare la riabilitazione vestibolare, un percorso di esercizi specifici che accelera significativamente il recupero.

Arrivare tardi significa spesso prolungare inutilmente i sintomi e rischiare che una condizione acuta si cronicizzi.

La vertigine fa paura, lo capisco. Ma nella maggior parte dei casi la sua origine è nell’orecchio, e dall’orecchio si parte per risolverla.

Dott.ssa Gianna Bottazzi

Medico Chirurgo, Specialista in Otorinolaringoiatria e Audiologia

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